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Il progetto intende proporre un repertorio che ancora oggi, per la sua massima parte, è poco conosciuto e ancor meno valorizzato: quello delle musiche composte da donne. Molto lavoro di ricerca è già stato svolto per musiciste che hanno affiancato il lavoro di mariti, padri e fratelli celebri, quali Anna Magdalena Bach, Clara Schumann, Fanny Mendellsohn, Alma Mahler ed Elsa Respighi.

Tuttavia altre pregevoli musiciste faticano ad essere conosciute anche dagli appassionati di musica, quali Hildegard Von Bingen, Francesca Caccini, Chiara Margherita Cozzolani, Sulpitia Cesis, Raffaella Aleotti, Barbara Strozzi, Elisabeth-Claude Jacquet de la Guerre, Isabella Leonarda, Camilla de' Rossi, Maddalena Lombardini, Anna Bon e innumerevoli altre. Questo viaggio attraverso l'arte musicale delle compositrici, si dipana in un percorso che parte dal Medioevo fino ai giorni nostri. Una figura ad esempio come quella di Hildegard Von Bingen, visionaria, mistica, santa, scrittrice, poetessa e compositrice dotta, merita un maggiore approfondimento storico non solo nel campo musicale. Ildegarda, oltre ad avere un certo peso politico nell'Europa del XII secolo, ha partecipato attivamente a vari aspetti della cultura della sua epoca, come la scienza, la medicina, la mineralogia, scrivendo di teologia, ascetica, esegesi, medicina, poetica e storia naturale. A quarant'anni Ildegarda inizia ad avere visioni; la voce di Dio le dice "scrivi quello che odi" e infatti la sua musica vuole rappresentare le melodie celesti.

La grande eredità spirituale di Ildegarda prosegue nella musica delle monache fino al periodo barocco.

Sotto il profilo musicale, uno dei principali conventi femminili di grande attività fu senza dubbio quello di Santa Cristina di Bologna, appartenente all'ordine camaldolese. In aggiunta ai numerosi compositori che dedicarono i propri lavori alle sue monache, esso ebbe l'onore particolare di ospitare l'unica suora bolognese che mai abbia pubblicato musica in tutto il Seicent: Donna Lucretia Orsina Vizzana (o Vizzani). Non solo la musica sacra fa parte dell'ancora inesplorato patrimonio delle compositrici: a partire dal XVIII secolo, sempre più numerose diventano le musiciste che si dedicano alla musica profana.

Un capitolo a parte occupano le compositrici di musica strumentale, dalla grande clavicembalista Elisabeth-Claude Jacquet de la Guerre, musicista ufficiale di Re Sole, attraverso Anna Bon, giovane virtuosa alla corte di Federico il Grande, fino a Clara Schumann, considerata una delle più rappresentative pianiste e compositrici dell'epoca romantica. Questo viaggio musicale giunge al termine con la musica jazz afroamericana, rendendo omaggio ad una delle figure più leggendarie e travagliate della storia del jazz, Billie Holiday, simbolo di una vita divisa tra un'arte sublime e gli abissi della perdizione. E proprio in questa contraddizione risiede il grande fascino delle personalità che attraversano questi mille anni di storia della musica delle donne, tra monache, cortigiane e angeli del focolare.

Attraverso le Conferenze, che permettono un'ampia divulgazione di questo repertorio, i Seminari, nei quali sarà possibile per i musicisti comentarsi nell'esecuzione pratica delle musiche, i Concerti, dove queste composizioni potranno essere ascoltate e infine il Concorso per compositrici, creato per stimolare la produzione attuale, il progetto "Note Muse - La Musica delle Donne" nutre l'ambizioso desiderio di aprire un'importante campo di ricerca e di diventare un appuntamento stabile negli anni futuri.

Rita Marchesini

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